Mezzacorona

Il Laboratorio sul Moderno è un'associazione culturale nata a Trento nel 1999.

Fondata da 6 giovani neolaureati della Facoltà di Sociologia di Trento - appassionati di tematiche filosofiche e interessati a difendere e diffondere i temi della 'modernità come progetto incompiuto' -  è ancora oggi attiva in questa direzione.

 

Breve storia per tappe e temi

Gli anni '80 e '90 del secolo scorso dal punto di vista filosofico sono stati gli anni del ripensamento e del senso di colpa degli intellettuali per i danni prodotti dalle cosiddette ideologie. 

Pressoché unanime l'accusa verso la Modernità: da abbandonare per i postmodernisti, da rifiutare per i neoconservatori. Il Laboratorio sul Moderno nasce riprendendo le ragioni di quei pochi intellettuali che, facendo proprio il principio fondante la Modernità ovvero la critica argomentativa, sostenevano che la Modernità non fosse da abbandonare ma da mettere in discussione e ripensare. Pertanto se da un lato la volontà era quella di divulgare il pensiero di quegli autori, dall'altro emergeva l'originalità del metodo del Laboratorio nel tentativo di ripensare la Modernità: trasformare la teoria in prassi e la prassi in teoria. Metodo che successivamente verrà definito underground.

Al 1999 risalgono le prime conferenze dedicate al tema della sfera pubblica e della 'società civile' quale nuovo luogo della partecipazione dal quale fare nascere la nuova idea di modernità. Dall'esito decisamente fallimentare dal punto di vista partecipativo di quelle prime serate si decise di iniziare a dedicarsi a temi più coinvolgenti. 

Nel 2000 prende vita FogliedArte, una piccolissima pubblicazione primaverile alla quale vengono affiancati cineforum, conferenze e piccoli laboratori artistici. Nell'arco di due stagioni il gruppo inizia ad allargarsi.

Dal 2002 grazie all'esperienza di FogliedArte e all'essere diventati un gruppo di circa una ventina di persone dai più svariati interessi culturali ed artistici inizia a prendere forma un metodo comunicativo sperimentale che diventerà tipico per Laboratorio sul Moderno: la Festa. Saranno feste d'autore, filosofiche, impegnate, TAZ, piccole utopie difficilmente dimenticabili. Dalle prime nella sede di via Grazioli si arriverà ad occupare la SLOI nel 2005.

Nel 2006 viene occupato per una settimana il parco di Gocciadoro. Goccedoro- God'o il nome dell'iniziativa: la società civile impegnata e creativa che si riunisce per creare la nuvola d'oro, la nuova utopia per la città di Trento.

Nonostante la magia di quell'evento dai dubbi che ne scaturirono e grazie alla nuova e profonda collaborazione con l'associazione Yoproduction di Cles per due anni l'impegno dell'associazione si trasferirà in Val di Non, a EcoArt, sulle rive del lago di Santa Giustina, per quella che verrà definita una 'lunga ricreazione' relazionale e teorica.

Il Laboratorio sul Moderno tornerà a Trento nel 2009 in occasione delle elezioni comunali con la lista Trento Soul Moderno, a sostegno della candidatura di Alessandro Cocca allora gestore del celebre locale Soultrain , nel tentativo di sperimentare le potenzialità di una campagna elettorale e di ricercare una nuova anima per la città di Trento. 

Questa esperienza segnerà il definitivo abbandono dell'ideale della società civile quale luogo eletto della partecipazione sociale, restituendo centralità anche alla partecipazione politica in senso classico.

Seguiranno anni di tentativi non riusciti, ripensamenti e nuove interpretazioni.

Se gli sviluppi di questo percorso hanno portato il Laboratorio sul Moderno a sostenere l'esigenza di riappropriarsi anche dell'esperienza politica si ritiene sia giunto il momento di riappropriarsi anche dell'esperienza economica quale luogo di partecipazione.

Il progetto Circuito Corona di quest'ultimo anno va in questa direzione.

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